domenica 2 maggio 2021

Politica alla sbarra.

Eppure penso che dietro alla parola rivoluzione, nel corso dei secoli siano nati molti equivoci. Declinare il sostantivo rivoluzione non è facile; di rivoluzioni e tentati sovvertimenti dello stato esistente delle cose si è perso il conto. Sono tante le tipologie di rivoluzione,quella che però ci riguarda più da vicino nello stanco e invecchiato mondo occidentale è la rivoluzione giudiziaria. Quando la politica perde la sua stella polare, quella delle risposte alla comunità e quella dell'etica come pratica giornaliera e costante, allora il popolo pensa di risolvere tutto delegando al magistrato di turno il fastidioso disbrigo delle regole. Succede però che in Italia paese della delega e del  disimpegno e della morale un tanto al chilo, il problema della legalità venga affidato a quella che nel tempo è diventata un surrogato della pratica politica cioè la magistratura. Periodicamente crescono movimenti e partiti che cavalcano il sentimento popolare dell'antipolitica e del giustizialismo a prescindere, i consensi crescono velocemente così come lo sdegno molte volte leggittimato da azioni immorali e delinquenziali, ma c'è il fondato rischio che in questa furia cieca - paga u giustu pu peccaturi- come si dice con saggezza antica dalle mie parti. Diffido quindi della politica delle procure, così come diffido di chi pasce il sentimento popolare di furori e rancori. Sono sempre stato un garantista a dispetto di tutto e di tutti ed ecco perchè penso che chi sbaglia deve pagare, ma penso pure che il pubblico ludibrio mediatico sia foriero di tempi bui e tristi. La politica è governo della comunità deve avere regloe certe autoprodotte e limpide. L'avversario  politico lo si batte nel governo delle città e nella convinzione che le proprie idee siano le migliori per risolvere i problemi della gente. Se le forche rimangono il simbolo di un paese che si vuole democratico, allora non c'è più niente da fare. Sono cresciuto nella convinzione che una persona innocente in carcere sia molto peggio di dieci delinquenti a spasso, idea impopolare e forse poco italiana, ma che rispecchia senza ombra di dubbio i fondamenti della civiltà giuridica occidentale.

venerdì 23 aprile 2021

Giorno divisivo un cazzo.

Se parliamo ancora di giorno "divisivo", significa che la scuola ha fallito, che la politica non è stata in grado di rendere viva la memoria di un giorno da ricordare e festeggiare. La libertà, la democrazia, la libera circolazione del pensiero, l' esplicarsi delle potenzialità di ognuno di noi, non si possono contrattare. Gli "errori/orrori" di chi stava dalla parte giusta, sono errori indotti. Gli orrori della gente " nero - vestita " erano e rimarranno abomini da parte di subumani che niente hanno a che fare con la democrazia.
Bisogna ribadirlo con forza c'è chi aveva ragione, chi invece torto.
Su queste cose non si scende a patti. Sventolano bandiere bianche, rosse, socialiste, monarchiche e repubblicane; è  un giorno di tutti, chi non lo vuole può tranquillamente andarsene affanculo!!!

mercoledì 21 aprile 2021

Bestie mitologiche. Breve decalogo del post - docente.

Il decalogo della buona scuola.
1) Le competenze- Qualcuno potrebbe spiegarmi cosa sono; oppure si può dire che senza conoscenze nessuna competenza è possibile.
2) Inclusività- Includere è un verbo bellissimo, ma senza soldi, senza strutture, con il personale docente ridotto ormai a far lavori da burocrate ministeriale annoiato è possibile includere? Ma soprattutto se devo spendere quasi tutte le mie energie per includerne uno gli altri che fine fanno?
3) Bes- Acronimo utilizzato impropriamente per indicare ottanta volte su cento uno studente che non ha voglia di fare un cazzo e genitori che entusiasticamente avvallano la sua scelta.
4) Didattica laboratoriale- "Scambio intersoggettivo tra docenti e studenti che in un rapporto paritario di lavoro e cooperazione coniugano le proprie competenze". Fatemi capire una cosa se insegno musica io mostro al mio alunno come si accorda uno strumento e lui invece come scaricare filmati da you porn?
5) Prove invalsi- Carrozzone politico mangia soldi che in barba alla tanto sbandierata autonomia scolastica di scuole legate al territorio, propone prove uniformi da Pantelleria ad Aosta, trasformando così la scuola italiana in un laboratorio di uno stato totalitario.
6) Compito di realtà- Prove per una concreta retrogressione culturale e civile delle giovani generazioni, che se gli andrà bene troveranno un lavoro sottopagato  come commesso/a in un negozio di paccottiglia gestito da Cinesi incazzati.
7) Niente compiti a casa- Certo lo studente deve riposare, come se tutto l'anno lavorasse sodo, deve passeggiare, incontrarsi con gli amici e bla bla bla... 
8) Ptof- Acronimo utilizzato  per spiegare ai dipendenti e informare i clienti delle offerte volantino della scuola di appartenenza, non dimenticando che dopo Natale iniziano  sconti vantaggiosi per tutti.
9) Regolamento disciplinare per gli studenti- Solitamente scritto in Aramaico antico. Norma in maniera assurda le "punizioni" degli studenti, per intenderci una sospensione è foriera di una produzione cartacea e di un tempo di lavoro che nemmeno Falcone e Borsellino nel preparare il maxi-processo a Cosa-Nostra impiegarono.
10) Coordinatore- Animale mitologico che si occupa di: scrivere verbali in lingua sumera, controllare firme di libretti, diari, quaderni, organizzare gite e uscite didattiche controllando anche la pressione delle gomme del pulman, addomesticare alunni immaturi alti un metro e novanta, placare gli animi di genitori che pensavano di avere in casa  Einstein o Kant e invece si ritrovano un ottimo scippatore di borse agli anziani in pcarrozzella. Compilare documenti attestanti malattie, privazioni sociali, culturali e economiche sempre rimanendo nell'ambito di un linguaggio politicamente corretto. Poi se resta del tempo insegnare.

Vizi privati e pubbliche virtù

Anni passati a parlare al basso ventre dei cittadini. Il sapore rancido di un giustizialismo anarchico, scientificamente confuso con la voglia legittima dell'onesta. Avversari politici messi alla gogna per uno scontrino di pochi euro, la favoletta tossica dei costi della politica, dei politici assenteisti, malati terminali, messi alla berlina da legioni bene addestrate a spalare letame. I processi sommari via web, le parolacce come programma di governo, la costituzione vecchio orpello per decerebrati, la Montalcini vecchia puttana.Tutto è il contrario di tutto, l'ignoranza manifesta come punto d'arrivo, ma soprattutto la storiella palingenetica della magistratura come cura di tutti i mali. Caro Beppe Grillo, io non so se tu figlio sia innocente, ma dalle mie parti si dice:" cu sputa all'ariu nci cadi nta faccia", volendo significare che un po' di sana onestà intellettuale e di autocritica, anche quando si conquista il potere, non guasterebbe, specie a chi come te pensava di essere Napoleone ma è soltanto un guitto mediocre e triste a cui milioni di cittadini hanno dato ascolto.
P. S. Una donna può denunciare uno stupro anche dopo anni, l'affermazione che tra il " presunto " stupro e la denuncia sia passato del tempo non chiarisce niente, solo la tua mentalità biecamente maschilista.

Dividi il pane.

Cristianesimo in quanto tale è una Religione sovranazionale a vocazione missonaria, e ad avvicinarvisi sono tutti coloro che se ne sentono chiamati, e non chi è nato in un dato luogo piuttosto che in un altro.

Il Cristianesimo è a vocazione missionaria, evangelica e caritatistica: Il Cristiano dunque non può esimersi dal vestire l’ignudo, dar da mangiare all’affamato, servire l’acqua all’assetato.
P. S. Così giusto per un ripasso, di questi tempi serve.

venerdì 16 aprile 2021

Storie di ordinario proletariato.

Sudano per dieci mesi, sono assistenti sociali, guardie carcerarie, pedagogisti e surrogati di genitori assenti.
Compilano pdp, pei,  verbali dei consigli di classe, preparano lezioni a loro spese, fuori orario e fuori budget.
Coprono centinaia e centinaia di chilometri durante l'anno, in automobili obslete o su mezzi pubblici fatiscenti e pericolosi, alcuni emigrano lasciando vite consolidate e mogli e figli da mantenere.
Hanno curriculum e esperienze di vita da far impallidire Ferdinando Magellano e Umberto Eco.
Coprono buchi che nessuno vuole coprire, sono vilipesi e sminuiti anche da colleghi frustrati che fanno a gara a chi ha il " pene " più lungo, persone che pubblicizzano titoli comprati al mercato delle vacche della grande fiera dell'istruzione.
Chiedono quello che in un qualunque paese civile dell'Occidente democratico e evoluto è pura e semplice normalità, perché non c'è nessun tipo di lavoro, pubblico o privato che ti utilizza per tantissimi anni e poi ti butta via, sulla base di un concorso assurdo fondato su uno sterile e enciclopedico nozionismo fuori dal tempo e dalla storia.
Concorsi che premiano, la maggior parte delle volte, persone prive di ogni tipo di intelligenza emotivo/relazionale.
Poi arrivano ministri e sottosegretari, da trent'anni a questa parte, che non hanno nessun tipo di legittimazione popolare e culturale e iniziano ad offenderli, nella peggiore tradizione italiota che ha come suo unico comandamento, l'eterno e immarcescibile:" fai quel che dico, ma non quel che faccio"
Si dice che in Giappone le uniche persone che hanno la stima e il rispetto dell'imperatore siano i docenti.
Forse è per questo che in Giappone ricostruiscono una città di milioni di abitanti in due settimane, mentre in Italia cadono ponti dopo dieci giorni dall'inaugurazione?



giovedì 15 aprile 2021

Luce perennemente accesa.

Se pensiamo a quante semplici azioni facciamo ogni giorno( pagare una bolletta,  mandare una mail, scrivere qualcosa sui social, usare le tessere fedeltà nei centri della grande distribuzione, prelevare allo sportello, frequentare un corso di formazione su una piattaforma del cazzo, scaricare dalla rete contenuti di ogni genere, tenere accesa la Wifi sul nostro smartphone, trovare un indirizzo in una città sconosciuta, calcolarne la distanza e  il tempo di percorrenza, chiamare un taxi, ordinare del cibo a casa, utilizzare l'account g- suite anche per andare in bagno, sputtanarci l'inferno che abbiamo dentro in questo oceano di  solitudini che si incontrano chiamato Facebook) il problema allora non è  più l'app per il covid, siamo noi che non sappiamo più stare in silenzio e pensare, ascoltando il rumore che fa il tempo che passa.

Epopea di riscatto e dolore.

Recensione: "Nome in codice: Sandro" di Pietro Comito Un’epopea civile tra coraggio, cocaina e oblio Esistono storie c...