Esigenza di raccontarsi in maniera disordinata. Voglia di comunicare, anche quando non farlo sarebbe meglio. Tensioni da scaricare, flusso di coscienza come cura e tanta voglia di lasciare, magari solo per un secondo,un attimo di riflessione. Alla fine siamo quello che "scriviamo". Parole usate con cautela e rispetto,questo il principio che mi guida. Buona lettura!!!
venerdì 23 ottobre 2020
Repetita iuvant.
domenica 5 luglio 2020
Rientro a scuola. Cronaca di un disastro annunciato.
giovedì 25 giugno 2020
Silenzio, solo silenzio.
Perché togliersi la vita con un gesto volontario e lucido? Perché farlo nei giorni di festa che improvvisamente e inesorabilmente diventano tristi?
Di risposte non ne ho e penso che nessun essere senziente mediamente intelligente ne abbia, tranne quei pochi spiriti eletti che dicono di trovare conforto nel dettato religioso.
Ho sempre pensato che il suicida percorra con estrema fatica gli ultimi momenti della sua esistenza, che lo faccia al buio camminando a "tentoni", e che non riesca nemmeno più a pensare che ci sia una via d'uscita alla sua situazione.
L' unica cosa che non si deve fare è mettere sopra questo gesto estremo il "bollo" delle finte certezze e delle proprie convinzioni proponendo a chi in questo momento soffre soluzioni per alleviare il dolore di una fine tragica.
Il nichilismo del suicida merita silenzio e calore umano solo quello, chi parla di comprensione e perdono sbaglia.
Nella comprensione e nel perdono si da per scontato l'errore e il suicidio non è errore nel senso etimologico del termine, il suicidio è un "incidente" di quelli che non vorresti mai fare ma che spesso ti aspettano nell'angolo più buio della tua coscienza di essere finito e imperfetto.
Di easyJet e di altre cazzate.
Io non m'indigno più perché indignarsi significa provare un sentimento, un moto dell'anima e del basso ventre, perché si sa l'intestino molte volte dice più cose di un cervello atrofizzato, portato in una discarica maleodorante, che come rete a strascico paralizza sentimenti e valorizza le peggiori esistenze. Trovo ormai inutile, spiegare a chi non vuol capire, che la mia terra è luogo dell'anima che purifica spirito e tempra il corpo. Sarà perché ho scelto di andare, non voltandomi, perché il " dolore " del distacco, si trasformasse in carburante da bruciare per periodici ritorni, nel tinello angusto di un luogo mai troppo martirizzato dalle ingiurie del tempo e dallo spirito maledetto di un paradiso con tanti angeli e con molti diavoli che si scontrano. Sarà che l'umido delle roggie che irrigano i campi, mi è entrato dentro, per questo spero che ogni estate, ogni ritorno sia occasione per me di scaldare il cuore e poco m'importa se il mondo intero non veda in questi 15.000 km quadrati di puro miracolo, un posto da portare nella memoria. A questo punto preferisco spiagge vuote e passeggiate solitarie ai riti moderni di divertimenti organizzati e di balli di gruppo per signore rotonde che sperano di dimagrire.
#stativiacasavostra
domenica 14 giugno 2020
A proposito di Nord/Sud. Note a margine sul bestseller di Pino Aprile " Terroni ".
Il
libro di Pino Aprile non è un saggio storico, la ricerca scientifica delle
testimonianze oggettive del passato non è il “forte” dell’allievo di Sergio
Zavoli.
Aprile
è un giornalista che mette passione in tutto quello che scrive, se poi si
tratta della sua amata terra allora il suo stile diventa corrosivo, quasi
acido.
C’è chi ha ravvisato nella
stesura del libro Terroni , diventato ormai bestseller della saggistica di
questi tempi, un urlo culturalmente liberatorio e di riscoperta verità delle
masse di diseredati meridionali che per un secolo e mezzo hanno sofferto le
vessazioni di un “popolo di conquistatori”.
Conquistatori, che uccidono
con metodi scientifici e calcolati inermi uomini che tanta fiducia avevano
riposto in questi soldati, poco soldati, che erano venuti a liberare masse di
uomini sottomessi al potere secolare di feudatari e "campieri” violenti.
Raccontare certi avvenimenti
storici, alcuni dei quali suffragati da prove oggettive, non è comodo in questi
tempi di revisionismi storici e tentativi disgreganti di una presunta unità
statale faticosamente raggiunta.
La storia ufficiale ci parla
di una “cavalcata” eroica di giovani eroi, guidati dalla vitalità della loro
giovane età e da ideali nobili ed universali.
Uno stato vecchio ed
arretrato, istituzioni e burocrazie lente e vessatorie, un sistema economico
arretrato e culturalmente inadeguato.
Briganti violenti, rozzi
plebei, quasi primitivi opponevano la loro “gretta” resistenza a questi
portatori sani di democrazia e sviluppo.
Sarà vero tutto questo
racconto che fin dalle pagine dei sussidiari delle scuole elementari,
riempivano le nostre noiosissime ore di storia raccontate da “funzionari
pubblici” costretti a recitare il copione della retorica patriottarda “eran
trecento, erano giovani e forti e sono morti”, oppure bisogna riconoscere che
le rozze dispute vetero culturali delle valli bergamasche, avevano un fondo di
verità?
venerdì 12 giugno 2020
Si parte per ritornare.
Non puoi spiegarlo a chi non è nato e vissuto in questi posti. Un tappeto liquido di meraviglie, sospeso tra cieli cangianti e natura selvaggia. Un sottile affanno da struggimento quando te ne vai, ossigeno puro quando arrivi. Ed anche se il tempo passa, tu rimani cura e forza. Non è retorico dire che dal mare veniamo e al mare torneremo. Perché poi tutto passa velocemente, solo la luce abbacinante dei tuoi colori resta, cristallizzata e ferma. Sei ricordo, memoria e storie da raccontare. Sei tempo passato ad amare e ammirare. Sei attimi senza respiro, ma anche impalpabile e percepibile soffio di vita. Sei rabbia con il maestrale, tavola di olio e sale con il vento da est. Sei mille e mille cose, ma sopra ogni cosa dai forma e sostanza ai sogni.
#Calabriaterrasospesatraoccidenteeoriente
#terraaiconfinidelmondo
giovedì 11 giugno 2020
Unità.
Epopea di riscatto e dolore.
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