venerdì 22 dicembre 2023

Buon Natale.

Buon natale al precario senza stipendio ma con la passione nel cuore. Al cassaintegrato cinquantenne che compila le mad e mentre lo guardi ti si stringe il cuore. Buon natale alla forza che ti spinge a credere ancora che in fondo, nonostante tutto, fai il lavoro più bello del mondo. Buon Natale ai miei alunni che nel caos di questa mattina, nelle maniere più assurde mi hanno detto che mi vogliono bene. Buon Natale a chi crede ancora ad un lavoro democratico, alle mattinate passate a parlare, a comunicare ma soprattutto ad ascoltare emozioni, sensazioni e paure di vite che crescono. Buon Natale ad una comunità che resiste alle brutture di un tempo " ferino ", che ha distrutto la scuola e il suo statuto spirituale e esistenziale. Buon Natale anche a chi la scuola l'ha vissuta male e continua a parlarne male, perchè in fondo anche loro hanno un cuore e parte di questo cuore è cresciuto tra banchi, sedie, lavagne e un vociare indistinto di giovani vite. Perchè in fondo la scuola è una bella invenzione, la più bella e romantica di tutte, quel luogo dove ancora si crede che tutti, ma proprio tutti possono crescere, diventando donne e uomini migliori.

domenica 19 novembre 2023

Strage quotidiana.

Ma davvero pensate che la scuola non faccia la sua parte, seppur tra mille difficoltà, nel tentativo di insegnare educazione, rispetto, assertività e empatia? Non è la scuola a dover rispondere presente alla infinita strage quotidiana di donne giovani e non. Manca, per utilizzare una locuzione molto abusata, la certezza della pena, quella che razionalmente ci fa pensare che ad ogni azione corrisponde una reazione. Manca, in una comunità atomizzata e nichilisticamente individualista, il senso ultimo del considerarsi comunità. Persi come siamo nell'inferno quotidiano delle nostre giornate sempre uguali, a capo chino nelle nostre gabbie di cristalli liquidi, non abbiamo più il coraggio e non superiamo la " vergogna " del chiedere aiuto, perchè si sa, chi chiede aiuto è un debole e come tale non meritevole di fare parte della squadra dei vincenti. La " sconfitta " di un rifiuto, la " fine " di un rapporto o più semplicemente un no per una banalissima discussione diventano un muro altissimo da superare. Manca la cultura della sconfitta, vista come elaborazione dell'errore. Avete mai letto alcune chat di classe tra genitori immaturi? Avete mai pensato al linguaggio che usate in presenza dei vostri figli? Avete presente le liste di " proscrizione " di un compleanno tra bambini delle prime classi delle elementari? Avete mai sentito le parole " innocenti " rivolte ai bambini cui non piace giocare a calcio? Siete mai stati in un campetto di periferia, la domenica pomeriggio ad ascoltare le urla belluine di genitori per caso. Ed allora se proprio vogliamo iniziare la nostra azione " pedagogica " pensiamo, tutti nessuno escluso, a quanta inutile e tragica violenza trasuda dai nostri gesti e dalle nostre parole. Anche perchè, nelle comunità ancora intrise di patriarcato, che non è nient'altro che la cultura del possesso attraverso l'utilizzo della forza bruta e della coercizione psichica, ci mancava solo il cancro del capitalismo darwiniano che fagocita il più debole della catena alimentare.

lunedì 7 agosto 2023

Praticare fragilità

Da un po' di tempo pratico la difficile arte della fragilità. 
In mezzo ad una temperie culturale che segna il tuo percorso terreno in tutt'altra direzione, penso che questa scelta sia davvero rivoluzionaria.
 Non certamente per i destini dell'umanità, non sono così sciocco da credere a simile panzana. 
Rivoluzionaria perchè credo fermamente che  bisogna avere coraggio, quello che ti porta alla faticosa arte dell'ascolto, nel ritrovare nel viso dell'altro da te, quella scossa elettrica che da un senso alla nostra storia, da raccontare scandendo ogni singolo secondo.
Una storia fatta di sguardi e parole, di silenzio e di tempo lento che inesorabile scorre.
 Praticare fragilità significa anche ritornare bambini, come quando con occhi pieni di  stupore credevamo a ciò che vedevamo, con pensieri e emozioni non inficiati dalle sovrastrutture ideologiche del produrre e dell'apparire.
Fragilità è anche lasciar parlare il proprio corpo, perchè ogni età ha la sua bellezza, nervosa e veloce da giovane, riflessiva e costruttiva da adulto, serena e saggia da anziano.
Praticare fragilità costa, ha un prezzo enorme, che è quello di una visibilità molte volte fraintesa agli occhi degli altri, ma porta anche diversi benefici: la serenità di chi non si prende troppo sul serio, la consapevolezza della propria esistenza in funzione di uno scopo, ma soprattutto il fatto che si vive solo se, pur in mezzo alle procelle della vita, hai braccia forti e mente salda, perchè la linea dell'orizzonte non è mai troppo lontana.

venerdì 7 luglio 2023

Il sacrificio di Peppe.

Peppe insegnava lettere e viveva a Rosarno, in Calabria. Peppe era un docente precario, era nato e cresciuto con la convinzione che la politica e la cultura erano gli strumenti più potenti per combattere il cancro 'ndranghetista, strumenti che avrebbero offerto una grande opportunità ai giovani della sua comunità. Peppe è stato ucciso ad appena trent'anni, in una calda notte prima dell'avvento dell'estate. La notte tra il 10 e l'11 di giugno del 1980. Peppe stava festeggiando la vittoria alle elezioni del PCI. L'omicidio di Peppe è lo spartiacque che delimita l'entrata della mafia calabrese nel mondo della politica corrotta e trasforma una criminalità rurale in un holding internazionale, con legami perversi nell'amministrazione della cosa pubblica. Un omicidio che disintegra le "velleità" antimafiose di un PCI che in quegli anni era diventato l'unico argine allo strapotere criminale dei padrini del mandamento tirrenico. In quegli anni nasce la Santa, la nuova 'ndrangheta, che purtroppo segnerà in negativo la storia della Calabria. Una vicenda giudiziaria lunga undici anni, segnata da testimonianze coraggiose e improvvise ritrattazioni. Una storia che ci racconta del primo vero superpentito in terra di Calabria che non viene creduto. Una storia che vede scomparire interi faldoni di una vicenda che a distanza di decenni ci racconta di un omicidio di una persona perbene, che non riceve giustizia. La bellissima inchiesta di Danilo Chirico e di Alessio Magro, pubblicata per il Sole 24 Ore, è una pubblicazione ricca di particolari inediti e di una documentazione precisa e minuziosa, messa in ordine come nemmeno il migliore degli storici. Il libro parla di un intellettuale che come Pier Paolo Pasolini cerca la speranza in futuro migliore negli occhi vispi dei bambini, di un personaggio forgiato dal duro lavoro della terra e rifinito dall'amore per i classici, di un politico che diceva cose scomode e faceva cose giuste. La storia di Peppe ci racconta di una persona che credeva nella forza emancipatrice del lavoro, nelle lotte di liberazione di intere generazioni di contadini, alla conquista di un pezzo di terra da trasformare in giardino. Peppe ha promosso, nella sua breve vita arte, cultura e dignità, la storia di Peppe è la storia di un'epoca unica, gli anni settanta in Calabria, terra ai confini del mondo. Anni di speranze e grandi movimenti giovanili che vedevano migliaia di giovani contestare il patriarcato, mentre altri gambizzavano giornalisti e servitori dello Stato, in Calabria il respiro di Peppe veniva spezzato da due colpi di lupara nell'agro dove era nato e cresciuto ed aveva alimentato la speranza dei calabresei onesti.

sabato 27 maggio 2023

Aemilia

Da molti anni frequento la Pianura Padana, intesa come luogo geografico. Ho imparato con il tempo ad apprezzarne i pregi e allo stesso tempo a coglierne i difetti. Tra i pregi c'è sicuramente lo stile di vita del popolo emiliano - romagnolo. Ho conosciuto molti emiliani, posso confermare che non è uno stereotipo affermare che la gente di questa terra fertile e laboriosa è aperta al mondo, accogliente, piena di gioia di vivere, sa ridere e riesce a farti ridere, ma soprattutto sono  sempre stati pronti ad offrire, a chi ne avesse bisogno, aiuto e solidarietà, piena e incondizionata. Un modo di vivere la comunità, che ha radici profonde e storie tutte da raccontare. Sono sempre stato legato a questa terra, anche quando ancora non la conoscevo. Adesso che non perdo occasione per esplorarla e conoscerla ancora meglio, cercando di scoprire bellezza e fascino lungo le strade provinciali della provincia più profonda, ora che ho la possibilità di apprezzarne anche i suoi aspetti meno conosciuti, si materializza per l'ennesima volta l'incubo di una ferita profonda inferta da una natura matrigna che non sopporta più le ferite inferte da un sistema di produzione nichilista e senza via di uscita. Sono sicuro che questo popolo meraviglioso saprà rialzarsi dalla marea di fango che l'ha sommerso. Le scene tragiche di questi giorni diventino memoria condivisa per una nuova stagione fatta di rispetto per nostra sorella Terra.

Un posto migliore

Dopo il primo tempo e dopo aver giocato una parte, seppur piccola del secondo, ti capità spesso di avere a che fare con domande che sono sempre le stesse, alla quale dai sempre risposte diverse, ma coerenti con la confusione che alberga nella testa e nel cuore, di chi come me pensa che è giusto porsi sempre e comunque il perchè delle cose che si fanno. Sarà perchè la benzina nel serbatoio la devi dosare per arrivare al traguardo, anche se ancora hai " molto" da dare. Sarà perchè la prima parte della gara hai corso come se non ci fosse un domani, nella legittima rabbia della tua giovane età. Resta comunque il mio " brutto carattere ", quel caratteraccio che dorme e all'improvviso si sveglia. Forse perchè penso che il tempo vada vissuto con consapevolezza, che le albe debbano essere come i tramonti, inizio e fine di giorni pieni di luce dai colori cangianti ma sempre belli da vivere. È l'incertezza che regola il fluire scomodo della mia esistenza, un sentimento  comunque razionale, che mi ha condotto in un luogo abitato da tante domande e da poche risposte, quelle che oggi mi fanno dire che tra i miei tantissimi difetti ho trovato anche qualche pregio. Quelle poche qualità che ancora, forse ingenuamente, mi fanno credere che la vità va vissuta e che il mondo sia un posto migliore di quello che pensiamo.

domenica 26 marzo 2023

Cerca il passo.

Il passo.
Cerca il passo anche se non lo trovi, impiega del tempo, lavoraci.
Il ritmo, il soffio, il respiro affanoso;
sbrigati, perchè non c'è  poi così tanto tempo.
Cerca il passo dove l' avevi lasciato l'ultima volta, così senza accorgertene.
Tra pozzanghere d'acqua appena caduta da nembi malefici, cercalo!
Cercalo per dare ritmo ai giorni che ti restano, che siano tanti o pochi non importa.
Cercalo nella corsa scomposta di un bambino che vuole solo giocare,
nel vento che scivola sul crinale di una montagna aspra e nervosa.
Cerca il passo nella corsa di un treno senza destinazione, nella espressione stupita di chi ha vinto la vita, quando pensava di perderla.
Cercalo nei residui di calore di un anziano che non vuole morire, nella nebbia e nel sole, nella galaverna che brucia teneri fiorellini, nella brezza che ristora corpi stanchi da feroci orgasmi di vita vissuta.
Cercalo non smettere di farlo, perchè poi alla fine, quando dovrai pensare a cosa hai fatto di buono  potrai dire; io non sono stato fermo.

Epopea di riscatto e dolore.

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