Esigenza di raccontarsi in maniera disordinata. Voglia di comunicare, anche quando non farlo sarebbe meglio. Tensioni da scaricare, flusso di coscienza come cura e tanta voglia di lasciare, magari solo per un secondo,un attimo di riflessione. Alla fine siamo quello che "scriviamo". Parole usate con cautela e rispetto,questo il principio che mi guida. Buona lettura!!!
martedì 29 dicembre 2020
Vecchio vs Nuovo. Buoni propositi per l'anno che verrà.
Pensavo alla differenza tra l'abuso che spesse volte facciamo dei sostantivi nuovo e vecchio. Attribuiamo alle due parole, presi come siamo dalla cultura dell' efficientismo, significati diametralmente opposti. Il vecchio rimanda all' obsoleto, allo sgradevole odore di muffa, a qualcosa che non serve, a qualcosa da buttare via senza nemmeno troppi rimpianti. Lo stupido neologismo " rottamare " declinato nelle varie sfumature linguistiche dell'epoca post- politica, è il segno che la cultura della memoria come patrimonio imprescindibile del genere umano è venuta a mancare proprio nel momento più importante per un suo eventuale recupero. Ma il discorso tra il " vecchio e il nuovo " , non può ridursi alla sola dimensione politica. Tutta l'esistenza di un essere umano è senza ombra di dubbio "scissa" tra queste due parole apparentemente così lontane. Eppure per il nuovo anno, almeno per quel che mi riguarda, il proposito dovrebbe essere quello di rivalutare e riconsiderare la necessaria utilità del sostantivo vecchio, non più parola che riconduce al passato inteso come negativo, nell'ottica di una lettura della storia che va dal peggio al meglio, ma di una stretta necessità che porti all'esame razionale di ciò che è buono da quello che non lo è. Lasciando da parte stupidi miti di progresso creati in laboratorio.
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