domenica 26 marzo 2023

Cerca il passo.

Il passo.
Cerca il passo anche se non lo trovi, impiega del tempo, lavoraci.
Il ritmo, il soffio, il respiro affanoso;
sbrigati, perchè non c'è  poi così tanto tempo.
Cerca il passo dove l' avevi lasciato l'ultima volta, così senza accorgertene.
Tra pozzanghere d'acqua appena caduta da nembi malefici, cercalo!
Cercalo per dare ritmo ai giorni che ti restano, che siano tanti o pochi non importa.
Cercalo nella corsa scomposta di un bambino che vuole solo giocare,
nel vento che scivola sul crinale di una montagna aspra e nervosa.
Cerca il passo nella corsa di un treno senza destinazione, nella espressione stupita di chi ha vinto la vita, quando pensava di perderla.
Cercalo nei residui di calore di un anziano che non vuole morire, nella nebbia e nel sole, nella galaverna che brucia teneri fiorellini, nella brezza che ristora corpi stanchi da feroci orgasmi di vita vissuta.
Cercalo non smettere di farlo, perchè poi alla fine, quando dovrai pensare a cosa hai fatto di buono  potrai dire; io non sono stato fermo.

lunedì 26 dicembre 2022

Il Cristo mai nato

Il Natale dell'Occidente democratico e tecnologico non è mai stato prettamente cristiano, non parlo solamente del tanto vituperato consumismo, obbligo di chi altrimenti non vive senza comparire.
 Presi come siamo a contare ricchezze che non abbiamo, sommersi da debiti e sensi di colpa, nulla sappiamo dei cristiani ai tempi delle catacombe,di quella società che con visione futuristica divideva gioie e dolori, ma anche beni materiali visti come strumento di sopravvivenza e condivisione, oltre ad una visione che portava alla redenzione l'uomo nuovo che stava per nascere, quello per intenderci che riscopriva nel soffio primigenio del proprio corpo un senso concreto, sostituendolo ad un esistenza darwiniana. 
  Il Natale post moderno, quello che regola ancora la certificazione in vita solo ed esclusivamente attraverso mai curate sindromi da accumulo compulsivo, in questa corsa nichilista verso la distruzione definitiva della nostra casa comune, è quello che abbiamo sempre fatto e che continuiamo a fare da Henry Ford in poi, quando una serie di pezzi piazzati su un nastro trasportatore e assemblati, in tempi prestabiliti, da contadini malpagati trasformati in zombie, per farne oggetti del desiderio indotto attraverso potenti strumenti della comunicazione e della  manipolazione, non può essere il Natale del Nazareno, quello del messaggio cosmopolita e di pace, predicato in Chiese sempre più vuote e anziane. 
  Ho come l' impressione che al momento, non ci siano risposte ad una voragine vuota di valori e principi, anche perché al momento non c'è vaccino che blocchi una  società anestetizzata.
 La domanda è: serve il neo - francescanesimo del Vescovo di Roma? Apostolo inascoltato con i nemici in casa.
 Serve la riscoperta politica del pauperismo, ad uso e consumo di populismi, uguali e contrari ad una destra con derive nazional- qualunquistiche. 
 Quel che è certo che Cristo non è nato, perché di Cristiano c'è poco, tra le bombe " intelligenti " e le luci sempre più tristi e spente degli alberi di Natale dietro le finestre nelle case d'inverno.

sabato 19 novembre 2022

Alla fine quello resta ...

Alcune volte ti affidi all'istinto, altre alla ragione. La ragione prevale sempre, i precisi calcoli del causa/effetto sono la stella polare del nostro cammino; però la ragione non ha nella sua faretra la freccia della soddisfazione, molte volte l'istinto ti gratifica e ti senti migliore. Agire senza pensare non fa parte del mio essere più profondo, ma quotidianamente colgo l'occasione di osservare molte persone che lo fanno. Nei loro occhi, nei loro sorrisi, nel fatto che non si pongano mai una domanda in più, noto che hanno acquistato una serenità " inconsapevole " che non solo migliora la qualità della loro quotidianità, ma li fa apparire più giovani e freschi, di quello che in realtà sono. Adesso, non mi si venga a dire che, sono persone poco strutturate, volutamente e pervicacemente ignoranti. Credo, dopo anni di domande inevase, di risposte parziali o sbagliate, che tutto sommato, la leggerezza ed un po' di sana strafottenza, non salveranno il mondo, ma faranno, almeno, diminuire il consumo di tavor e lexotan. Perché alla fine, quello resta, giornate leggere e tanti sorrisi.

lunedì 7 novembre 2022

Del perché non possiamo non dirci fascisti.

Alla maggior parte degli italiani il fascismo piace. Sono fascisti perché derogano i loro problemi, perché non gli piace pensare, pensare è fatica quotidiana. Sono fascisti perché non hanno bisogno del fez e del saluto romano, basta esibire e andare orgogliosi della propria ignoranza. Sono fascisti perché :" fai quel che dico, non quello che faccio". Sono fascisti che " amano " il sacro suolo italico ma poi al Nord dopo gli sporchi islamici e i negri malati e stupratori ci sono i terroni, perché al sud invece tutti borbonici. Sono fascisti perché le tasse le pagano gli altri, i corrotti sono sempre gli altri. Sono fascisti perché neanche la Costituzione riesce a convincerli, sono fascisti perché la Segre invece di portarla in processione la scortano due carabinieri. Sono fascisti perché in fondo quando c'è da metterci la faccia scappano di notte dentro un autoambulanza   come il loro idolo. Sono fascisti perché danno fuoco a librerie e pestano gestori di cinema alternativi, sono fascisti perché li spaventa a morte il bimbo di colore che nasce e cresce in Italia perché sempre un " negro " rimane. Sono fascisti perché tante volte basta essere estremisti anche di un altro colore, per scrivere che  c'è una setta segreta di " froci " che vuole distruggere la famiglia tradizionale, salvo poi andare a zoccole sulla tangenziale. Sono fascisti perché la " maria " è droga, la " bamba " è un diversivo. Sono fascisti perché sono deboli.

giovedì 27 ottobre 2022

La legalità non è uno slogan.

Qualcuno mi ha detto che il tema della legalità ad un  certo punto può stancare.
 A quella persona ho risposto che la legalità non è uno spot veicolato da potenti mezzi di comunicazione; che ad un certo punto perde il suo appeal.
Il tema della legalità, intesa non solo come lotta al crimine, è dovere civico, specie per una comunità come quella italiana, che della legalità ha fatto sempre scempio, attraversata periodicamente da violentissime pulsioni autoritarie.
Quindi partecipare, organizzare, pubblicizzare, iniziative di qual si voglia natura, sul rispetto "sacro" delle regole e della nostra bellissima Carta Costituzionale dovrebbe essere volontà comune di tutti i cittadini.
Perchè parlare di malaffare non è mai sbagliato, bisogna però farlo nel modo opportuno, in presa diretta, dalla viva voce di chi ha scelto di "viaggiare in direzione ostinata e contraria".
Bisogna anche evitare, come teorizzava l'eccelso Sciascia, di diventare professionisti dell'antimafia; raccontare il crimine, non è una professione.
Capire il perchè della devastazione morale e materiale delle nostre contrade, non è infangare, denigrare e diffamare nessuno.
Dire che il crimine è mutevole e cangiante, che si cela molto abilmente dietro una severa grisaglia non è peccato.
Perchè a Reggio Calabria, come a Duisburg, a Milano come a Torino, passando per le lontane e misteriose contrade del continente Australe; l'apparato tentacolare del malaffare internazionale muove con le più moderne e sofisticate tecniche finanziarie decine di miliardi di euro.
Perchè la volonta di potenza, trasformata in accumulo compulsivo di enormi quantità di denaro arricchisce pochi e droga in profondo il normale corso dell'economia, che nel suo autoregolarsi, dovrebbe eliminare, almeno in parte alcune diseguaglianze.
Perchè il crimine non ha più targhe ed indirizzi, non abita solo nel quartiere  Archi di Reggio Calabria, a Brancaccio nella storica Palermo o a Napoli Nord alla voce Secondigliano.
Ecco perchè ogni cittadino dovrebbe interessarsi al problema, perchè magari la piccola ditta che ti ristruttura casa fa da "lavanderia" o da prestanome a loschi figuri, oppure perchè l'assessore al quale hai dato la tua fiducia telefona dagli eleganti uffici del Pirellone, alla comunità degli "amici degli amici" per chiedere sostegno elettorale e protezione.
Il crimine è dietro la porta di casa ed è quindi necessario fare attenzione, perchè tutti siamo attori e spettatori contemporaneamente di un triste e desolante spettacolo che parla del trionfo becero dei nuovi barbari.

lunedì 25 aprile 2022

Inconscio e coscienza. Perché non possiamo non dirci fascisti.

Alla maggior parte degli italiani il fascismo piace. Sono fascisti perché derogano i loro problemi, perché non gli piace pensare, pensare è fatica quotidiana. Sono fascisti perché non hanno bisogno del fez e del saluto romano, basta esibire e andare orgogliosi della propria ignoranza. Sono fascisti perché :" fai quel che dico, non quello che faccio". Sono fascisti che " amano " il sacro suolo italico ma poi al Nord dopo gli sporchi islamici e i negri malati e stupratori ci sono i terroni, perché al sud invece tutti borbonici. Sono fascisti perché le tasse le pagano gli altri, i corrotti sono sempre gli altri. Sono fascisti perché neanche la Costituzione riesce a convincerli, sono fascisti perché la Segre invece di portarla in processione la scortano due carabinieri. Sono fascisti perché in fondo quando c'è da metterci la faccia scappano di notte dentro un autoambulanza   come il loro idolo. Sono fascisti perché danno fuoco a librerie e pestano gestori di cinema alternativi, sono fascisti perché li spaventa a morte il bimbo di colore che nasce e cresce in Italia perché sempre un " negro " rimane. Sono fascisti perché tante volte basta essere estremisti anche di un altro colore, per scrivere che  c'è una setta segreta di " froci " che vuole distruggere la famiglia tradizionale, salvo poi andare a zoccole sulla tangenziale. Sono fascisti perché la " maria " è droga, la " bamba " è un diversivo. Sono fascisti perché sono deboli.
#buonventicinqueachicontinuaacrederci

mercoledì 30 marzo 2022

I migliori, il merito, la memoria

I migliori, il merito ma soprattutto la memoria. Alla scuola italiana non serve il nozionismo sterile,di domande fuori dal mondo e dalla storia, roba obsoleta proposta da baroni universitari, sepolti nei loro studi a sfruttare matricole di talento, che con il tempo, avendo imparato la nobile arte dell'uso e abuso della corruzione, hanno usufruito di assegni di ricerca che contano più di dieci anni di navigazione tra i flutti di una burocrazia scolastica che cannibalizza acronimi e inconcludenza. Mentre genitori violenti e dirigenti, allevati come polli di batteria, si sbranano i proletari del tempo nostro. Il tutto condito da anni di master, ruoli "apicali" mal pagati e soldi spesi a più di mille chilometri da casa. Ma che vi frega a voi dell'empatia, che vi frega a voi della capacità innata di unire, quella si di tipo manageriale, gruppi di ragazzi eterogenei. Che vi frega di scegliere i migliori, quelli che accendono la curiosità, strumento primigenio di conoscenza, quelli che la cultura e fare lezione con loro e per loro, in un circolo dialettico che privilegi la voglia di sapere, al di fuori di sterili e inconcludenti metodologie da manuali scritti e pensati da docenti frustrati,che credono di essere gli eredi di Jung, ma hanno la stessa efficacia di una televendita di Roberto il Baffo su telelombardia alle due del mattino. A voi che disquisite di Costituzione e di rispetto della stessa, perché i concorsi sono la via maestra, l'unica.Fate finta di non sapere che un grande Costituzionalista ( Mattarella ) ha istituito il doppio canale. A voi, alla vostra furia iconoclasta, che se ne frega della continuità didattica, delle multe pagate alla Comunità europea. A voi che avete umiliato, perseverando nella vostra posizione, migliaia di professionisti, che con onore e disciplina hanno servito lo Stato e le sue istituzioni, da posizioni di retroguardia per stipendi da fame. A voi che cercate di metterci al bando, perché lo stomaco si sa porta tanti voti e allora il professore è asino se non organizza una unità di apprendimento su Cecco Angiolieri in quindici minuti, a lui preferite l'inadatto, quello che non guarda in faccia gli alunni, quello che chiude la porta perché in classe ogni mattina parte lo spettacolo più bello del mondo, il circo, con leoni e domatori scadenti. A voi che non conoscete cosa sia l'erotica dell'insegnamento, che scambiate la cultura per nozionismo e non per la capacità di organizzare e trasmettere la conoscenza. Sappiate che non potete continuare così, prima o poi qualcuno vi chiederà il perché. 
Un docente di ruolo da quattordici anni.

Epopea di riscatto e dolore.

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