domenica 4 aprile 2021

Breve riflessione sulla frustrazione.

Le frustrazioni sono legittime e umane. L'importante è saperle gestire con serena consapevolezza Io per esempio volevo diventare un miliardario mecenate, che occupava il suo tempo a scrivere, leggere e fare sport, così non è stato ma sono contento lo stesso. Non capisco chi invece riversa queste sue insoddisfazioni in maniera reiterata e continuata verso il mondo intero. Una coazione a ripetere che con il passare degli anni e l'anticipato restringimento delle arterie, diventa sempre più insopportabile.

lunedì 22 marzo 2021

Eccellenze e modelli.

In Lombardia si fa uso e abuso di due parole: eccellenza e modello.
L 'uso e l'abuso di queste due parole è stato per tantissimo tempo, una delle bandiere identitarie di questo popolo di " formiche laboriose ". Queste due parole, sono state anche, uno slogan farlocco ed hanno rappresentato la linea narrativa, di un racconto condiviso anche dal resto delle tribù italiche, che vivendo in  condizione di subalternità economica e culturale, hanno avvalorato questa narrazione. La pandemia, ha smontato, pezzo per pezzo questa sovrastruttura mitologica, riportando ad una normale dimensione " dialettica " le discussioni intorno alla Sassonia d'Italia. Se gli italiani vogliono bene alla Lombardia, ma soprattutto se i Lombardi vogliono bene alla loro terra, devono smetterla di votare buzzurri, furbastri e ladri, ma soprattutto devono smetterla di crogiolarsi nel racconto fantastico/surreale di una, presunta, superiorità antropologica, che spesso è sfociata nei pregiudizi e nel razzismo più becero e conclamato. L' Italia ha bisogno della Lombardia, la Lombardia ha bisogno di superare la Linea Gotica padana.

giovedì 11 marzo 2021

Sicumera!!!

Poi ci sono quelli che non cambiano mai, che non ti sorprendono, sono sempre gli stessi con pregi e difetti, per la verità più con i difetti. 
Li ritrovi dopo tanto tempo sperando che siano cambiati almeno quel tanto che basta per essere "normali". 
Ma scopri che non si sono mai messi in discussione, nemmeno per un secondo, sicuri come sono di essere sempre dalla parte del giusto e del vero.
Li riconosci dallo stile, sempre uguale e noioso, divulgatori compulsivi di anatemi e sentenze, dalla politica alla fisica quantistica nulla sfugge al loro sguardo indagatore e accusatore.
Tu che però li conosci sorridi  e con una certa compassione pensi :" ma questi soggetti sono sempre uguali a se stessi?".
Non riescono proprio a porsi una serie di domande essenziali per non risultare noiose e stupidamente arroganti.
Non provano a dire : ma almeno una volta avrò sbagliato nella vita? Sarò stato/a sommario/a, arrogante? Mi è capitato mai di aver chiesto scusa in maniera sincera e totale?
Niente da fare certi comportamenti maturi e consapevoli, non fanno proprio parte del bagaglio di una discreta quantità di persone.
Comportamenti che trovano risposte in cause di varia natura, endogene e esogene, ma soprattutto in una mancata educazione emotiva e in tanta triste e molte volte immotivata frustrazione.

giovedì 25 febbraio 2021

Ipocriti!!!

Ma la destra, i populisti, i nazionalisti, i sovranisti, nascono, crescono, si sviluppano in maniera spontanea come l'erba muraiola? Fatevelo venire ogni tanto qualche " cazzo " di dubbio, invece di indossare, senza pensarci, l'armatura del " sacerdote " che predica verità assolute. Il problema non è Sasso o la Borgonzoni, il problema siete voi che con la " plebe " non ci parlate più, perché vi fa schifo. Il problema siete voi che dall'alto della vostra supponenza fastidiosa, con il ditino puntato dividete l'umanità in buoni o cattivi, seguendo schemi e sovrastrutture mentali che vi hanno portato all'irrilevanza culturale prima che politica. Parlateci con la plebe, sporcartevi l'anima della loro fatica, dei loro problemi e del loro quotidiano vivere, fatto di paure, di cene e pranzi rabberciati, di lontananza, di solitudine e di sfruttamento. Ascoltate chi soffre, solo allora, indignati potrete scrivere di quanto " schifosi " siano Borgonzoni e Sasso. La sinistra, non è una moda, non è sfoggio di frasi fatte, di libri letti, di conferenze strapiene di " saccenti " che si parlano addosso in maniera autoreferenziale, compiacendosi del proprio status di " eletto " tra gli eletti. La sinistra è naturale predisposizione di spirito, verso chi è meno fortunato di noi.
P. S. Adesso datemi pure del leghista.

lunedì 1 febbraio 2021

Notti in bianco e treni affollati.

Una corsa in stazione, un treno che parte, arrivo a Bologna, fermo su una panchina. Salta la coincidenza, cambia il treno, il mio vagone è popolato da fratelli dalla pelle color ebano. Non ho posto, pur avendolo prenotato.Il mio panino, nel  bagaglio veloce inizia ad ungere i miei libri, non ho fame, ma ne sento l'odore, mi basta. Il treno parte, macina chilometri, luci e sfondi nella notte cambiano, ho un foglio di giornale, lo stendo per terra, ma non mi siedo; gente anche nei corridoi, ad un certo punto il vociare caotico e indistinto di mille idiomi, si fa silenzio. L'aria fuori è umida, dal finestrino quelle che prima erano luci di mille colori, si uniformano diventando bianche quasi diafane, forse sono i banchi di nebbia di un inverno che sta per finire, più umido che freddo. Sto correndo, non so perché, come faccio ogni quindici giorni, tagliando in due lo stivale. Le mie cuffie passano ormai da ore una musica ipnotica, catartica, suggestiva, lenta. Robert non canta, biascica parole come solo lui sa fare, sapientemente incollate ad un tappeto acustico di straniante meraviglia. Finalmente l'alba, il Vesuvio in lontananza,mi porta nelle narici odor di caffè dentro termos improvvisati e nebbie che si sollevano. Mi accorgo che il mio vicino di posto, un togolese alto prestante e triste, mi ha appena sorriso, nonostante per tutta la notte abbia ascoltato dalle mie cuffie una musica non richiesta, mi dice che il giorno prima aveva trascinato il suo "primitivo" carretto di mercanzie all'interno di un mercato di una cittadina del ferrarese, in realtà vorrebbe mandarmi "affanculo" ma non lo fa,visto che non gli ho fatto chiudere occhio con la mia musica del cazzo,deve risparmiare un po' di forze, perché il mese di marzo, la mattina presto, nella Piana di Gioia Tauro, il freddo e l'umidità ti svuotano dentro. Il tempo passa, il treno inizia a dondolare con una certa frequenza, capisco che stiamo per arrivare, perché fuori gli alberi d'olivo la fanno da padrone,prima di entrare nelle regno delle anime morte che raccolgono agrumi squisiti. Alla stazione mio padre mi aspetta, mi guarda e mi dice lapidario " non hai dormito? " Io non rispondo, abbozzo un sorriso e ci dirigiamo verso una panda bianca che nel parcheggio adiacente alla stazione ci aspetta. Robert, continua a cantare beffardamente una " lullaby ", ma soprattutto non capisco, per quale arcana e oscura ragione ho fatto un viaggio di quasi diciotto ore, su un carro bestiame, anche perché dopo settantadue ore  è previsto il ritorno.

" Improvvisamente mi fermo
Ma so che è troppo tardi
Sono perso nella foresta
Tutto solo
La ragazza non è mai stata lì
È sempre uguale
Sto correndo verso il nulla
Ancora e ancora e ancora".

domenica 24 gennaio 2021

La puzza sotto il naso, i pregiudizi e certi intellettuali.

Dopo la lettura di un post del poeta Franco Arminio, originario di Bisaccia in provincia di Avellino  provo,molto più modestamente a dire la mia sulla " vexata quaestio ", Calabria regione irrecuperabile, sollevata da uno degli " idoli " delle folle della sinistra autoreferenziale, mi riferisco a Corrado Augias. Naturalmente il post non ha nessuna prestesa di essere esaustivo e chiaro, sono solo alcune veloci riflessioni che elencherò per punti.
1 ) Derubricare il problema Calabria, al solo problema criminalità e cercare di scaricare, vigliaccamente  subdolamente e disonestamente, sulla popolazione tutta i problemi secolari di questo splendido pezzo di Mediterraneo, è una operazione che denota pigrizia intellettuale condita da pregiudizi atavici, che mi piace definire pre-cognitivi.
2 ) Corrado Augias è diventato con il tempo, il tipico "trombone sfiatato" rappresentante di quella specie di sinistra "illuminista" che ha delle serie difficoltà a confrontarsi con l'alterità, con tutto ciò che è densamente poetico e fuori gli schemi di una modernità uniformante e uniformata.
3 ) I calabresi quelli onesti e coraggiosi, ebbene sì ci sono anche quelli, non hanno bisogno di  lezioncine stereotipate e asettiche sulla pervasività del fenomeno mafioso e sulla unicità del suo esplicarsi.
4 ) Ci spieghi piuttosto il dott. Augias, se è capace, il perché il fenomeno  criminale calabrese con tutto quello che ne consegue in termine di degrado socio - economico, è stato continuamente sottovalutato da chi doveva prendere dei provvedimenti, tra questi molti suoi " amici ". La Santa è  un fenomeno storico derubricato fino a non molto tempo fa a delinquenza agro - pastorale, non è  forse il compito di un intellettuale, quello di saper leggere l'evolversi delle dinamiche storiche? Augias l'ha fatto?
5 ) Augias è quello che legge la storia del Risorgimento fermandosi alla lettura oleografica dello sbarco dei mille e della spigolatrice di Sapri di Luigi Mercantini.
6 ) La Calabria vive di storie e immagini potentissime brutte e belle, bisogna avere la voglia di studiarle e raccontarle, l'apatia intellettuale di tromboni sfiatati non serve, forse il vero compito di raccontarla tocca solo a chi la ama.

sabato 16 gennaio 2021

Compiti di realtà e vita vera.

Che poi questa insistenza sulle competenze non è nient'altro che la mera progettazione dell'esistenza di un ragazzo dentro schemi produttivo-economici da catena di montaggio fordista. Il compito di realtà traduce  in maniera chiara e inconfutabile  il mai sopito sogno delle élites di controllo totale sulla comunità. L' immateriale ed i suoi codici di dominio sul mondo nelle mani di pochi, il materiale e la sua produzione in serie strumento di sopravvivenza per sconfinate masse di proletari.

Epopea di riscatto e dolore.

Recensione: "Nome in codice: Sandro" di Pietro Comito Un’epopea civile tra coraggio, cocaina e oblio Esistono storie c...