Se siete nati al sud e non importa dove, per noi Umberto da Cassano Magnago non era il capo di un partito politico.
Era la nutria in canottiera che devasta i campi della bassa padana.
L' urlatore furbo con la bava alla bocca che cercava di rifilarti l'ennesima pentola a pressione cinese.
La sua mazza ferrata erano i microfoni che gli piazzavano sotto al naso più volte al giorno. Non era un comunista partigiano, come affermava di essere, che si mangiava i bambini, preferiva sputare sulla dignità e la storia di intere popolazioni
Era il "gentiluomo" che si puliva il culo con la bandiera nazionale, il tutto mentre ti avevano insegnato che eravamo un solo popolo, tutti uguali da Pantelleria ad Aosta, milleottocento chilometri di orgoglio patrio.
Poi accendevi la tv e trovavi questo soggetto in modalità possessione demoniaca, che biascicava slogan, facendo passare l’idea che i meridionali erano lo sgabuzzino da svuotare, pieno di regali fatti dalla suocera stronza.
Roma ladrona, Sud zavorra, lavativi, parassiti, fastidiosa pustola geografica con l’accento sbagliato.
Ricordo i miei insulti, come se potessero arrivargli attraverso la tv.
Umberto da Cassano Magnago nutriva odio, profondo, radicato e consolidato verso le nostre famiglie, i nostri cari, il nostro modo conviviale di stare a tavola, verso la mia apertura vocalica ed il mio modo di esprimere stupore e rabbia" focu meu!!! ".
Eravamo quelli nati nella penisola sbagliata
Non dimentico gli insulti travestiti da battute, anche quando mi sono trasferito a Lodi:" no, guarda che terrone lo diciamo in maniera affettuosa", si mi è capitato anche questo, poi gli davi del " mangia semolino e se la prendevano "a morte".
Ricordo il razzismo spacciato per etnografia,
la cafoneria come programma di governo.
Io non faccio parte e non voglio fare parte del coro a reti unificate che lo ricorda come un politico di razza, un padre dell'Italia moderna, i peana retorici e ipocriti post mortem mi hanno sempre fatto incazzare.
Sono cresciuto nel " culto " della coerenza: se uno è letame secco da vivo, non è che da morto diventa improvvisamente un modello da ricordare.
L' odio verso milioni di italiani rimane la sua cifra esistenziale, il suo lascito alla storia italiana è l' umiliazione territoriale da teatrino di periferia e il messaggio che odiare delle persone era legittimo e lo si poteva fare anche ridendo.
Per quanto mi riguarda da cittadino del mondo, da europeo, da italiano e da "calabrisazzu" non lo saluto e " non gli rendo l' onore delle armi ".