Esigenza di raccontarsi in maniera disordinata. Voglia di comunicare, anche quando non farlo sarebbe meglio. Tensioni da scaricare, flusso di coscienza come cura e tanta voglia di lasciare, magari solo per un secondo,un attimo di riflessione. Alla fine siamo quello che "scriviamo". Parole usate con cautela e rispetto,questo il principio che mi guida. Buona lettura!!!
sabato 17 gennaio 2026
Siamo soli!!!
Ebbene sì, siamo soli ad affrontare a mani nude il disagio. Soldati in trincea tra banchi obsolescenti, in mezzo ai marosi di una ideologia tecno - capitalista che predica il verbo del produco quindi sono. Persi tra le critiche ingenerose di una sottospecie di opinione pubblica che ci disprezza, non si capisce perché, se non per la favoletta buona per i gonzi dei tre mesi di vacanza. Il fatto di La Spezia è solo la punta di un gigantesco iceberg, che sotto il pelo dell' acqua nasconde minacce velate e non alla classe docente. Una legislazione che non ci tutela, l'aver trasformato nel tempo, con una narrazione tossica il collante della comunità, in un capitolo di un bilancio in perdita, significa aver tolto le speranze ad intere generazioni che hanno come unica strada verso la salvezza, questa istituzione maltrattata e vilipesa, spiace dirlo, anche da chi ne fa parte. Tra i banchi, alimentata da mode regressive, quali quella dell'apparire e non dell'esserci, cresce la violenza e lo scontro, fin da tenera età. La nostra quotidianità è segnata dal tentativo vano di sciogliere nodi che non sappiamo e non dobbiamo sciogliere noi. Sommersi come siamo da "agenzie educative" infinitamente più potenti e invasive della nostra, passiamo le nostre giornate a cercare di rispondere a domande che poco o niente hanno a che fare con la nostra professione. Siamo guardie carcerarie e psicologi, surrogati di genitori assenti e stanchi che nella migliore delle ipotesi ci guardano male, nella peggiore vorrebbero darci un bastone in testa. Vittime di un sistema balordo che ci dice che la vera conoscenza è solo quella che porta ad un lavoro precario e mal pagato, guai a stimolare il dubbio e la curiosità benzina necessaria a formare cittadini e non ingranaggi di un sistema che ci scheda fin da tenera età, che alla fine non costruisce futuro. Le giovani generazioni hanno perso per strada la capacità di sognare un futuro diverso, persi nella notte dove tutte le vacche sono nere. Allora preferiscono ritrovarsi e rimbambirsi con la narrazione tossica del qui e ora, del tutto e subito ottenuto con qualsiasi mezzo lecito o illecito poco importa. Il risultato è la violenza delle parole e dei gesti, il disprezzo per le regole e per la vita umana, anche perché se tu prospetti a queste giovani vite una scelta a cavallo tra il tutto e il subito ed un futuro pieno di incertezze e dubbi, il risultato è questo.
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